LA CALCINA

HOTEL RISTORANTE – VENEZIA

Benvenuti alla Calcina!

Il nostro Staff è felice di accogliervi in un luogo storico, dove tradizione e cultura si tramandano da almeno quattro secoli.
Riconosciuto tra i Locali Storici d’Italia, l’Hotel-Ristorante La Calcina vi ospita in un ambiente elegante ed affascinante, circondato da una speciale atmosfera tipicamente veneziana.

Situato in una posizione strategica, a soli 10 minuti da Piazza San Marco e molto vicino alle Gallerie dell’Accademia, alla Collezione Peggy Guggenheim ed alla Fondazione Pinault, saprà essere il punto di partenza ideale per la vostra visita a Venezia.

La Calcina è situata lungo la Fondamenta delle Zattere, una delle zone più antiche della città. Caratterizzata da una magnifica vista sul canale della Giudecca, la struttura gode di una location particolarmente soleggiata che favorisce le passeggiate.

 

Le accoglienti camere dell’Hotel La Calcina sono tutte diverse tra loro e conservano caratteristiche particolari; alcune sono affacciate sul Canale della Giudecca, con una vista da sogno che vi regalerà un soggiorno davvero unico.

In un’accogliente sala interna o sulla splendida terrazza panoramica sul Canale della Giudecca, è possibile assaporare i piatti della tradizione veneziana e mediterranea, abbinate a vini scelti tra le migliori etichette.

Il ristorante propone menu a base di prodotti freschi stagionali, con antipasti, primi e secondi di carne, di pesce oppure vegetariani, incluse gustose alternative per chi soffre di intolleranze o allergie alimentari. Imperdibili i dolci fatti in casa.

La nostra altana, ubicata all’ultimo piano, è a disposizione per prendere la colazione, per un aperitivo o semplicemente per godere di una vista mozzafiato. Da non perdere!

Un angolo segreto che nasconde un piccolo incantevole giardino ed un affascinante salottino estivo. Ideale per un momento di privacy in assoluto relax.

 

Un po’ di storia…

    

L’Hotel-Ristorante La Calcina deve il suo nome al magazzino dei venditori di calce, i cosidetti “calcineri”, che nel lontano XVII secolo operavano all’interno delle sue mura, favorendo il frequente passaggio di imbarcazioni cariche di pietre cotte e calce sotto il vicino ponte, chiamato per l’appunto Ponte della Calcina.

Con il trascorrere del tempo, l’antico magazzino divenne alloggio, locanda, pensione e infine hotel, riconosciuto oggi tra i Locali Storici d’Italia ed i Caffè Storici d’Europa.
Questa evoluzione si riscontra anche nelle diverse denominazioni assunte di volta in volta: Caffè Calcina, il Vapore, il Cucciolo, La Piscina e nuovamente La Calcina.

Secondo alcune testimonianze storiche dell’epoca, il Palazzo risale alla metà del 1600.
Da sempre apprezzata dai viaggiatori di tutto il mondo, La Calcina è stata frequentata da molti importanti letterati.
La lapide situata prima dell’ingresso principale, ci ricorda che fu la casa dove abitò e morì, nel 1750, Apostolo Zeno, poeta cesareo e precursore del Metastasio. Veneziano nato da genitori greci, fondò l’Accademia degli Animosi e lavorò come giornalista per la Galleria di Minerva. Fu inoltre tra i fondatori del Giornale de’ Letterati d’Italia e scrisse testi per Vivaldi, Handel, Alessandro e Domenico Scarlatti. Dal 1718 al 1728 diresse il teatro di Corte di Vienna mentre una volta rientrato a Venezia nel 1929, si dedicò prevalentemente allo studio, alla collezione di monete ed alla pubblicazione di opere storiche.

Nei manoscritti presenti alla Biblioteca Nazionale Marciana, Giovanni Rossi descrive il “Caffè della Calcina” come un luogo frequentato da diversi artisti scapigliati, che a partire dagli anni sessanta del 1800 furono attivi come movimento artistico e letterario: l’istriano Bortolo Gianelli, i pittori Antonio Zona, Ippolito Caffi e Domenico Fabris, lo scultore Luigi Borro, l’architetto Andrea Scala, i Fratelli Giuseppe, Luigi ed Angelo Ghedina, anch’essi pittori, e Francesco Maria Piave, autore quest’ultimo dei libretti di alcune fra le opere più note di Giuseppe Verdi, come ad esempio La Traviata ed il Rigoletto.

     

Tra il 13 febbraio ed il 23 maggio 1877, il britannico John Ruskin trascorreva la primavera soggiornando continuamente alla Calcina e facendone fonte d’ispirazione in particolare per la sua opera Le Pietre di Venezia, da sempre riconosciuta come fulgido fedele specchio della città lagunare ed il più alto esempio di prosa ottocentesca; senza che venga menzionata, tra le pagine di questo prezioso lavoro è possibile riconoscere la descrizione della magnifica vista sul canale della Giudecca offerta dalla camera numero 2. Una lapide commemorativa è presente sulla facciata principale della Calcina.

 

 

Qualche anno più tardi, abituali frequentatori furono anche il ricercatore tedesco Gustav Ludwig e soprattutto André Suarés, celebre poeta, scrittore e critico letterario francese che compose alcune importanti impressioni di viaggio nell’opera “Le voyage du condottière vers Venise”.

Una lapide commemorativa, situata nella facciata principale, ci ricorda il soggiorno di Suarès presso La Calcina nel 1902.

 

Una fotografia del 1909 ritrae la poetessa Maria de Regnier, per lungo tempo amata da Gabriele D’Annunzio, assieme allo scrittore francese Jean-Louis Vaudoyer, entrambi seduti sulla terrazza del bar che a quel tempo si chiamava “Vapore”.
Il 14 maggio 1912, durante una delle sue abituali soste, il poeta austriaco di origine boema, Rainer Maria Rilke, indirizzava alla Principessa Thurn und Taxis una lettera intitolata “Ponte Calcina Zattere 775”.

La Calcina viene citata anche negli scritti dello scrittore francese Alain Buisine; in particolare, nel suo libro “Ciels de Tiepolo”, l’artista descrive il suo risveglio in una camera della Calcina e cita un altro artista amante di questo luogo, Henry de Regnier, scrittore e poeta francese.

Nel frattempo, la locanda, che tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 disponeva di un solo piano, viene alzata di altre 3 piani.

Nel 1966, il grande scrittore italiano Giuseppe Berto menziona senza citare La Calcina, così scrivendo nel suo romanzo “La cosa buffa”: “in quel tempo di mezzo inverno benchè Antonio si recasse ogni pomeriggio di sole sulla terrazza del caffè delle Zattere, vale a dire in un luogo per niente spiacevole ed anzi rallegrato dalle scarse cose belle che si possono trovare in una città…”.

Lo scrittore, saggista e filosofo francese Philippe Sollers, conosciuto anche con il pseudonimo di Philippe Joyaux e considerato come una delle figure di spicco della cultura francese contemporaneamente, ha ripetutamente soggiornato alla Calcina, trovando fonte di ispirazione durante tutta la sua eccezionale carriera.

Più recentemente, nel 2009, lo scrittore italiano Lucio Polo ha pubblicato un ottimo scritto che porta come titolo “A Venezia Pensione Calcina, camera 33”. Il romanzo è splendidamente accompagnato dai disegni di Bice Volpi, anch’essa ospite frequente della Calcina.

Anche oggi, ospiti di prestigio sono regolari frequentatori della Calcina: la fantastica cantante ed attrice Ornella Vanoni, il Professor Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica nel 1984, ed il Conte Filippo Foscari Widmann Rezzonico.

Una curiosità. Fino al 2014, il ristorante era denominato “La Piscina”, in onore della storica stazione balneare chiamata piscina Passoni, presente sul canale della Giudecca, usata per nuoto e pallanuoto e rimasta in esercizio fino agli anni ’60 del secolo scorso.

La stazione Passoni era costituita da pali distesi in acqua che separavano la piscina dal canale della Giudecca, così recintando un tratto della laguna.

 

 

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